| Gentile {NOMEUTENTE} È ben diversa dal solito l’odierna newsletter del vino e anche più lunga, ma siamo in vista delle feste di Natale e Capodanno e le buone bottiglie da segnalare sono così tante che sarebbe sciocco risparmiare suggerimenti, per cosa poi? Le abbiamo divise in tre gruppi, Francia, Italia e Birra, per agevolare la lettura, ma anche per mettere in evidenza la forte crescita del mondo birroso, la capacità che anche da noi ha raggiunto di offrire soluzioni all’altezza del momento. Va da sé che bisognerebbe essere in grado di potersi permettere una signora bottiglia ogni giorno dell’anno. Non è solo un problema economico, ma anche di cultura e preparazione. Spesso troviamo buone certe cose solo per svogliatezza, ignoranza e poca voglia di mettere in discussione le certezze maturate nel tempo, magari nel ricordo di momenti che non ci appartengono più. Paolo Marchi "Le stelle sono buchi nel cielo dalle quali filtra la luce dell'infinito", Confucio Brindare alla francese Brut 1997 Grand Cru, CorbonIn meno di 40 anni Claude Corbon ha saputo portare la sua piccola maison nel cuore degli appassionati. Possiede 6 ettari di vigneto a chardonnay nella Côte des Blancs e i suoi champagne danno il meglio di sé con i millesimati caratterizzati da notevole longevità. Come questo blanc de blancs che, dopo 96 mesi sui lieviti, regala un calice dai sentori dolci e floreali. Al palato si esprime voluminoso e cremoso, anche se pervaso da una marcata vena acida che ne tradisce la gioventù. Il finale, nonostante la piacevole componente agrumata, appare serioso, ma siamo solo all’inizio della sua lunga vita. A 58 euro. Distribuito da La Flute. Oenotheque 1993, Dom PérignonLa massima espressione di Dom Pérignon, con una maturazione sui lieviti quasi doppia rispetto all’omologo millésime. Il 1993 è il 15° di questa serie esclusiva, messa in commercio solo quando lo chef de cave ha stabilito che il vino ha raggiunto la piena maturazione. È un grandissimo champagne, dall’olfatto intenso, ricco e complesso di tostature; affascinante il perfetto equilibrio tra maturità e freschezza. Al palato è cremoso, quasi denso, ma sempre ben bilanciato e fine, con note agrumate e minerali che accompagnano verso il lunghissimo finale. Ogni singola bottiglia è assaggiata da un enologo dopo il degorgio, a garanzia della perfezione. Costa oltre 200 euro e lo distribuito Moët-Hennessey Italia. Cuvée 731, JacquessonAppuntamento immancabile per quello che è uno dei migliori sans année in assoluto, firmato da questa piccola maison di Dizy. Per il 2007 Jacquesson propone la Cuvée 731, champagne di una complessità e una ricchezza eccezionali già al naso, ma che al palato svela piacevolezza ed eleganza. La cuvée è realizzata per il 59% con uve della vendemmia 2003 e per la restante parte con vins de réserve, un assemblage di tutti e tre i cépages ma a prevalenza chardonnay. Bassissimo il dosage, solo 2 g/l (extra brut), a testimonianza del perfetto equilibrio del vino. Prodotto in 150.620 bottiglie (oltre a 2.004 magnum e 150 jeroboam), costa sui 40 euro. Distribuito da Pellegrini. S Le Mesnil 1996, SalonAutentico mito per gli appassionati di champagne, Salon è una piccolissima maison del villaggio Grand Cru di Le Mesnil-sur-Oger che produce una sola etichetta e per giunta neanche in tutte le annate. È l’omonimo blanc de blancs millesimato che, con la vendemmia 1996, ha dato vita all’ennesimo capolavoro. Naso di finezza straordinaria che sa di tostature e aromi floreali. In bocca l’esplosiva ricchezza del vino non viene mai meno a questa grande finesse, esprimendo un frutto di purezza cristallina che sul finale si fa agrumato e molto persistente. Giovanissimo oggi, gli si prospetta una longevità notevole, tipica di tutti i Salon. Purtroppo è un mito anche nel prezzo: sui 300 euro. Distribuito da Ceretto-Terroirs. Rare Vintages 1985 Rosé, Veuve ClicquotÈ stata la maison di M.me Clicquot ad aver inventato il rosé nel 1775, che nel 1810 ha replicato il primato con il primo millesimato di Champagne. Dall’unione dei due, negli anni, sono nati una serie di millésime rosé di straordinario valore, come il 1985, oggi proposto anche agli appassionati in una preziosa cantinetta singola impilabile disegnata da Pablo Reinoso (Clicquot Cellar Box). Lo champagne è elegantissimo, fresco e delicato, con sentori di piccoli frutti rossi e arancia candita. Al palato è pieno e piacevolmente fruttato, quasi dolce, sostenuto da tanta freschezza. Gran bel rosé, a circa 100 euro. Distribuito Moët-Hennessey Italia. Grand Cellier d’Or 2000, VilmartTra i piccoli produttori, i cosiddetti Récoltant-Manipulant, Vilmart gode di una reputazione di assoluta eccellenza per via dei suoi champagne opulenti. Fondata nel 1890, la maison è ancora a conduzione famigliare ed è una delle poche a vinificare e assemblare tutti i propri champagne in barrique e botti da 55 hl. Vilmart possiede 11 ettari classificati Premier Cru coltivati senza pesticidi e prodotti chimici. Questo millesimato a prevalenza di chardonnay (80%) si propone al naso molto articolato e piacevolmente dolce, con le tipiche note di agrumi e tostature. Bocca morbida e di volume che replica l’espressione olfattiva in chiave molto fresca. Molto interessante. A 65 euro. Distribuito da Enos Selezione Vini. a cura di Alberto Lupetti Brindare all’italiana Asti Metodo Classico Driveri 2005, Cascina FondaInterpreti virtuosi del moscato bianco di Canelli, Marco e Massimo Barbero sono i Ric e Gian delle bollicine. Eclettici, simpatici, profondi conoscitori del vitigno, ci fanno divertire e godere con un’ampia serie di variazioni sul tema dei vini dolci spumanti. Tra le tante selezioni e le numerose tipologie confezionate dalla casa (vendemmie tardive, moscato d’Asti, passiti), spicca per stoffa e rifiniture il Driveri, uno dei più grandi Asti in circolazione, eccezionalmente prodotto con il metodo tradizionale della rifermentazione in bottiglia. Una sorta di champagne d’altri tempi, quando le prestigiose bollicine francesi erano dolci come un Sauternes. A 15 euro. Da non perdere! Franciacorta Extra Brut Vittorio Moretti 2001, BellavistaLa rivoluzione franciacortina che negli anni ’80-’90 spazzò via l’ancien régime del vino rosso dozzinale dalle abitudini locali, ha tra i suoi protagonisti di pregio Vittorio Moretti, industriale bresciano di successo, tra i primi imprenditori a sposare la causa delle bollicine in zona. I successi della sua Bellavista in Italia - e quelli di Cà del Bosco nel mondo - segnano una svolta epocale per il territorio, che dal 1995 vive in simbiosi con la migliore industria spumantistica del Paese. La cuvée di prestigio dell’azienda è dunque dedicata proprio a lui, alla sua personalità, alla sua ambizione. Poco concessiva sulle sue, ha il merito di ricordare più di altri i migliori vini della Marna. Minerale, incisiva, verticale al palato, di finezza incomparabile. Destinata a durare nel tempo. 80 euro. Franciacorta Brut Saten Magnificentia n.m., UbertiIl Satèn, in Franciacorta è la tipologia trainante dal punto di vista comunicativo, l’unica che si slega dal linguaggio monopolizzante delle bolle francesi. Prodotto con sole uve bianche, ha ritmi “più vinosi” e non di rado alcune cadenze legnose. Tra i maestri del genere ci sono gli Uberti di Erbusco. Puntano senza mezze misure sulla costruzione di vini maturi, pieni, dotati di una personalità non così comune in Italia. Che nelle versioni migliori si dimostrano veri e propri fuoriclasse. Come l’ultimo Magnificentia, segnato da una mineralità incessante, di beva succosa, di persistenza infinita. Tra i Satèn più buoni mai prodotti. Un gioiello. A 30 euro. Cuvée Extra Brut ’05-’06, Pojer & SandriA Faedo, piccolo centro agricolo a due passi da tutto (da Trento, dalla Val di Cembra, dalla Val di Fiemme), ci sono due vignaioli che hanno fatto la storia del vino trentino di nicchia. Mario Pojer, baffone anni ’70 alla Franco Causio e mente brillante, elabora bollicine che sfuggono ai clichè più sfruttati. Spicca per un naso maturo e di grande ampiezza, un incastro perfetto tra note di frutti gialli maturi, legno in evoluzione e liqueur generosa. È affilato al palato, di materia viva e carnosa, godibilissimo. Non so quante bottiglie della Cuvée ‘05-‘06 siano rimaste nelle cataste aziendali, ma in questi casi perfino le minacce sarebbero giustificate… 25 euro la bottiglia. Trento Brut Perlé 2002, FerrariNon ha certo bisogno di presentazioni la storica maison trentina dei fratelli Lunelli. Come la Rossa di Maranello, la Ferrari di Trento è conosciuta senza limiti, in ogni angolo alcolico del Paese – e non solo. Guidata in cantina da un pilota d’eccezione – si chiama Ruben Larentis, chef de cave da una vita – ogni anno batte tutti sul tempo e s’impone come il marchio più prestigioso e popolare del metodo classico italiano. È una libidine il Perlé 2002: lieviti finissimi, frutta matura senza sbavature, profonde infiltrazioni minerali e tostature accattivanti. Al palato si sviluppa con un disegno “sartoriale”: bella polpa, acidità che spinge e carbonica che disegna. A 25 euro. Bravi! a cura di Francesco Falcone Brindare con la birra (italiana) Noel, Birrificio BaladinChi fugge dai cliché, da Natale all'Epifania può stupire i commensali poggiando sul tavolo una Birra di Natale, rigorosamente artigianale e italiana. Alle latitudini più fredde, brindare con queste bevande speziate e di produzione limitata - nel tempo e nella tiratura - è una consuetudine, da noi potrebbe diventare una febbre dilagante. Via al contagio, allora con la Noel versione caffè di Teo Musso, testa pensante del birrificio (ma non solo birrificio) Baladin di Piozzo, Cuneo. Mogano scuro a 9% vol, arricchito dall'aroma di chicchi arabica dall'India, è da sorseggiare a tavola ma va benissimo anche per le meditazioni di chi non apprezza le «caciarre» festive. Anche in formato magnum, 12 euro a bottiglia. BB10, Birrificio BarleyIn Sardegna si beve due volte la birra che si consuma in «continente». L'isolana natalizia artigianale più particolare esce dal birrificio cagliaritano Barley di Maracalagonis, comune complesso da pronunciare quanto arduo è indovinare cosa si nasconde dietro alla complessità olfattiva e «vinosa» della BB10. Miscela di 6 malti inglesi, ricava la sua specificità aromatica da abbondanti aggiunte di «sapa» - e cioè mosto d'uva cannonau raccolto a metà dicembre, dopo la vendemmia e cotto per 16 ore. Da aprire quando sulla tavola planano carni bollite, pecorini o dessert al cioccolato. Oppure da imboscare e sorseggiare pian piano davanti a un camino. 10% vol., 12 euro in birrificio, 16 nei beershop. Solo 1.000 bottiglie. Affrettarsi. Gran Cru, Birrificio AlmondLa cifra distintiva di questo noto birrificio pescarese è tutta nelle materie prime che utilizza: acqua non trattata o filtrata che scende dalle montagne abruzzesi, malti d'orzo tedeschi, inglesi e belgi, luppoli ad alta aromaticità, farro biologico e una montagna di spezie diverse, vera passione dei titolari. A Natale stappano volentieri una versione ancora più speziata della Gran Cru, strong ale belga ad alta fermentazione, rifermentata in bottiglia con metodo champenoise. Un'esperienza elegante battezzata dalla vista di una schiuma compatta e persistente e chiusa da una sorsata che fa lavorare a lungo il retrolfatto. 7,5% vol, 9,5 euro a bottiglia. Divina, Brighella e altre natalizieChiusura panoramica su altre grandi winter warmer («scalda-inverno», come da felice formula anglosassone) italiane che varrebbe la pena sfoggiare per stupire i convenuti ma soprattutto il proprio palato: la batteria particolarissima del parmigiano Torrechiara: Divina a Natale e Panil Enhanced e Panil Barriquée (foto) a Capodanno, la stout aromatizzata San Niccolò del microbirrificio Amiata di Arcidosso, nel Grossetano; la lager dal malto tostato Costacao del bolognese Bibò; le Birra di Natale e Re Magi del Beba di Villar Perosa, Torino; la Brighella del Lambrate, birrificio pioniere milanese e tante altre da scoprire, partendo dal sito di Unionbirrai. a cura di Gabriele Zanatta (si ringrazia Valentina Brambilla) |
|
| D.Lgs. 196/2003: Si informa che
i dati forniti saranno tenuti rigorosamente riservati, saranno utilizzati
unicamente da marchi di gola per comunicazioni e resteranno
a disposizione per eventuali variazioni o per la cancellazione ai sensi
dell'art. 7 del citato decreto legislativo. Se vuoi essere rimosso dalla mailing list, manda un messaggio vuoto a rimuovi-vino@identitagolose.it con oggetto RIMUOVI seguito dall'indirizzo di posta elettronica da rimuovere. |
|